blook

Il blog di Teknocook

Venerdì 8 luglio 2016

Apriamo alle dieci e un quarzo

Da una parte abbiamo:

Io so de legno, sembro muto e sordo ma sta sicuro che.

Sarò acqua e fuoco di ogni tuo giorno.

Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni.

Si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole.

 

Dall’altra:

C’hai na capoccia de marmo.

La testa tua è di marmo.

Un’agilità come la tua l’ho vista solo allo stadio dei marmi, ma a bordo campo.

I tuoi piedi sono come quelli di un soldatino: attaccati ad una base. Ma di marmo.

 

Tutto questo astio nei confronti de marmo, non l’ho mai capito.

Voglio dire, se posso combattere i mostri provenienti da Vega con un robot gigante formato DA VALVOLE 

(“Maledetto Fleed, ridurrò la tua terra d’adozione a campo per le mie barbabietole da zucchero”;

“Le esportate anche voi?”

“Eccerto. Da A di Pianeta Aaaaaab fino a Z di Zumbia, il pianeta danzante, tutti a barbabietola, legno e quelle cose che ti fanno sfangare i compiti di geografia ”;

“Non ci riuscirai mai, dannato mostro spaziale, RAGGI COSMICI!”

- Valvole in riscaldamento…attendere prego…

“Damme un attimo, cì”

“Tranquillo, pure a me è apparsa DATA I/O ERROR sul floppy e nun te posso sparà co sti cosi, come se chiamano, noi non li abbiamo i nomi fichi per le armi, sti tentacoli de polpo spaziali”

“Spè, faccio na prova: TENTACOLI DI POLPO SPAZIALI! No, c’hai ragione zì, fa proprio schifo”

“Zitto. Noi vegani, a regolarità stamo na fiaba ma, pe rimanè in tema, a marketing famo davvero ca…”

“…ecco, famo na cosa sennò non se ne esce, uscimo da sti carri da Pride a forma de robottone e se la giocamo a birra e salsiccia”

“Grande zio, so co te”).

 

Dicevo, se i materiali sono importanti almeno quanto le parole, non si capisce perché mai avercela tanto con il marmo. 

Senza contare che, a meno non siate imparentati coi Savastano ed ancora vivi, il marmo non si usa nemmeno più.

Quarzo.

Cucine con il piano in quarzo.

E non li fa nemmeno la Casio, brutte persone che non siete altro, tanto lo so che a sentire “quarzo” vi siete immaginati un piano di lavoro composto da orologi digitali. Le parole sono importanti, come diceva il pallanuotista. Le associazioni, ancora peggio.

 

“Rowenta”. E finite mentalmente lo slogan.

“Cambio Shimano”. Ed ecco Mastrota.

“Fondo alto un centimetro”. Sempre Mastrota.

“Frau Blucher!”. Ed è subito Capannelle. 

“Cielo, mio marito!”. Per quale motivo è finita con l’Estrada, secondo voi?

 

Nel nominare il quarzo, la prima cosa che viene in mente è guardarsi il polso per controllare se tre mesi di ritardo sono più o meno sufficienti per impostare sta benedetta ora legale. 

Sbagliate.

Fino a tre mesi fa, ero un garzullo venditore di elettrodomestici convinto che il mio ruolo in cucina fosse quello di CREARE per poi lasciare che le genti potessero godere dei miei arditi quanto innovativi slanci creativi. Il Re Dell’Impiattamento, l’Ayatollah Della Frittura, il Master Blaster Dell’Uso Alternativo Dello Scalogno. Se vi dicessi Lumache, Panna e Sifone, cosa vi verrebbe in mente?

La risposta è solo una. Arte.

Entravo in una cucina, regalavo alle umane genti un nuovo motivo per fare un altro giro sulla palla di fango, e ne uscivo. Per far entrare la squadra delle pulizie.

Avevo bisogno di taglieri, tavole per impastare (non che abbia mai impastato in vita mia, i lavori della bassa manovalanza non sono certo pertinenza di chi nobilita lo zenzero) e poggia pentole. Ed un buon consulente matrimoniale per redimere le inevitabili discussioni sullo stato in cui lascio la cucina. Pensavo esistesse solo il marmo o quell’altra cosa plasticheggiante.

Non sospettavo minimamente l’esistenza del quarzo.

Il quarzo è il miglior amico dell’uomo in cucina, prima dell’utilizzo di questo meraviglioso materiale per la costruzione dei piani di lavoro, lo era il napalm usato come sgrassatore o la carta vetrata. Ora non più.

Fuori dall’ambiente cardine della cultura maschiale, altri materiali possono esserlo: l’acciaio lo è se siete un cimmero, il legno se siete un falegname toscano single e la gomma siliconica se siete…

Vabbè, a chi non piace la gomma siliconica?

Ma torniamo in cucina.

Richiamate alla mente l’ultima volta che avete cucinato: prendere il tagliere per le cipolle costava fatica e lo avete fatto direttamente sul top, quei cosi da femminuccia che sono i sottopentola non si trovano mai e, comunque, vengono usati solo da quelli che non hanno le corna ma vengono comunque dall’Oklahoma, quindi avete poggiato la padella con il  fritto di panna per il sugo alla cacciatora rivisitato dove vi capita perché, diamine,  non potete certamente usare l’estintore con una padella in mano, la sicurezza innanzitutto. Senza contare che le vostre mani sono per carezzare sotto chiari di luna al mare e non certo per trattenere inutili utensili che potrebbero rovinare un piano di lavoro di qualsiasi altro materiale. Il quarzo non si macchia, non si impregna, può essere usato come tagliere o come base per impastare, si rompe solo se, in vena di vendetta, ci fate cadere sopra il martello di Grabthar. Lanciandolo dal terzo piano, oltretutto.

No, il quarzo è il vero amico dell’uomo in cucina.

Il cane, lo diventa solo quando mangia con gusto quel che l’uomo ha cucinato e nessun familiare ha voluto.

E resta vivo per abbaiarlo.