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Il blog di Teknocook

Sabato 30 aprile 2016

Di cucina, maschi ed altre sciocchezze.

Lo so.

I nuovi concetti di famiglia e di casa sono praticamente ovunque, quello che era un assioma incontestabile della realtà italiana è cambiato profondamente. La creazione di nuclei familiari di diversa composizione da quella della tradizione italica ha notevolmente alzato le possibilità che accada la peggior cosa possibile per una cucina.

Un uomo ai fornelli.

 

Noi maschietti siamo convinti di poche e semplici cose al mondo:

1. La nostra squadra non retrocederà mai;

2. Se quella culona di Rose si spostava leggermente a destra saremmo già andati nelle sale a vedere Titanic 3: Te squajo in due;

3. Le gambe più belle del mondo sono quelle di Baggio;

4. Nessuno cucina come noi.

 

I primi tre punti, presentano ciascuno un certo margine di discrezionalità (tranne il 3, quello è cassazione) ma, sul quarto, non ammettiamo nemmeno lontanamente la possibilità di discussione.

Le nostre Lasagne alla Carbonara sono semplicemente troppo avanti per essere realmente comprese, il Timballo di Peperoni presentato al compleanno di nostro figlio aveva un pubblico troppo abituato a banali McNuggets e patatine per essere davvero apprezzato e quante ne avremmo ancora da raccontare.

 

E’ vero, il gotha della cucina italiana ed internazionale ha un cromosoma rabdomantico e, tranne rare eccezioni, poco ha a che fare con la depilazione laser. Ma parliamo di uomini che fanno della cucina un mestiere da svolgere da tale ora a tale ora.

Per noi è la vita.

Non faccio l’idraulico, creo sapori. Non macino chilometri in macchina per vendere aspirapolvere, apro menti assuefatte ad abbinamenti culinari stantii. Dovrei insegnare matematica a teppisti col risvoltino ma passo le giornate a calcolare il tempo ideale di cottura del sedano rapa. Caramellizzo.

Termine che fino a pochi mesi fa faceva pensare alla mora delle sorelle Goggi mentre alzava fiera una gomma da masticare, ora diventa ragione di vita e segno distintivo degli equilibri di potere tra veri uomini: potrai anche saper calciare una punizione a giro, ma se non caramellizzi bene il filetto sei solo un filo sopra a quelli che hanno pianto alla morte di Derek. Rendi perfetto il contorno della carne di un Hereford e prenderai il posto nel gotha maschile di Bertazzon Guido, detto Frontale, uso andare a caccia di cinghiali armato solo della sua Vespa.

Ma, come ben sappiamo, tutto comporta delle conseguenze.

 

Ogni guerra ha, per così definirli, danni collaterali. Non puoi fare una frittata senza rompere le uova. Non puoi rompere le uova senza sporcare anche il soffitto.

Mi scuso fin d’ora per aver utilizzato un termine volutamente banale e poco indicativo descrivendo ciò che noi maschietti facciamo in cucina: sporcare.

Definire in questa maniera ciò che siamo capaci di combinare sarebbe come dire che Pollock era un imbianchino distratto.

Noi Cuochi non sporchiamo. Rendiamo freak le nostre cucine.

Purtroppo, l’arte ha bisogno di tempo per essere realmente compresa e di menti avvezze a recepirla per quel che veramente è, ma, per una sfortunata serie di coincidenze, a quanto pare nessuno di noi riesce a trovare una compagna di vita in grado di assecondare queste nostre velleità.

Quindi, bisogna pulire.

 

I componenti delle cucine sono molteplici, le ante delle stesse possono essere in laminato plastico, legno massello, anche pietra o metallo. Si sporcano tutti. O meglio, dopo un nostro passaggio, riusciamo a sporcarli tutti.

Il metodo universalmente riconosciuto come migliore per pulire ogni superficie, si sa, comprende l’uso di conigli vivi semplicemente inumiditi in acqua tiepida, purtroppo, regole architettoniche desuete rendono difficoltoso costruire nelle immediate vicinanze di conigliere o creare apposite condutture lagomorfiche onde facilitare la reperibilità del prezioso vello detergente.

Dobbiamo quindi accontentarci di soluzioni alternative più facilmente reperibili in commercio.

 

Le nostre cucine sono a prova di maschietto con velleità culinarie: un panno in microfibra leggermente inumidito in acqua calda. Nella peggiore delle ipotesi, una goccia di sgrassatore potrebbe rendersi necessaria per eliminare ancora più facilmente gli ultimi residui di Triceratopo alla Bismarck schizzato chissà come sulle ante della cappa.

Non serve altro.

Noi vi forniamo i materiali migliori e la semplicità.

La pazienza di sopportare un uomo in cucina, quella dovete mettercela voi.

Scusateci.   :-)