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Il blog di Teknocook

Sabato 28 maggio 2016

Il fuoco, la ruota e la lavastoviglie.

In principio, era la cottura.

 

Mobili per contenere piatti e bicchieri, un frigorifero, altri mobili per i fuochi ed il forno.

Poi, l’apparizione.

Il passo successivo dell’evoluzione umana, quello segnato non certo da un rettangolo nero ma da ben altri segnali quali il passaggio dalle due ruote della bicicletta alle quattro ed i ribaltabili, dalla scoperta che fritto è tutto più buono e la nascita di Francesco Totti. Nulla di tutto questo è nemmeno minimamente rapportabile al giorno in cui Franz Von Karajan, operaio specializzato nella locale industria di elettrodomestici, si rivolse al suo direttore Hyeronimous Miele dicendo, con aria pensosa.

 

“Capo, ma se facessimo na lavatrice che invece de mettece i panni ce se possa pulì i piatti zozzi, come la vedi?”

“La vedo che finisce in tragedia”.

“Capo, damme retta, stavolta famo er botto”

“Ecco, come col Ciaetto da regazzini”

“Te pensa che tu moje nun dovrebbe più lava' i piatti”

“Ahò, ancora che te pare che li lava lei”

“Li lavi te?”

“Eccerto, e me devo pure sbriga' sinnò attacca un pippone che nun hai idea su quanto lei faccia tutto e io gnente, su come devo aiutare pure io in casa… come se già nun facessi gnente”

“Che fai a casa?”

“Gnente, che devo da fa”

“Allora c’ha ragione lei”

“So mica scemo a dijelo, però”

“Pensa che potresti smette' de fa pure i piatti”

“Fermate, parlamone n’attimo va”

 

Da quel primo, michelangiolesco momento, all’arrivare alla creazione dei moderni modelli con il terzo ripiano per le posate, è stato un attimo. Per togliere dalla testa delle donne l’erronea destabilizzante convinzione che noi maschietti non si faccia nulla in casa, ci vorrà ancora un po’.

La lavastoviglie è stata la VERA invenzione che ha rivoluzionato il mondo. Minchiatine tipo il fuoco, la ruota, il suffragio universale con i diritti umani, la preparazione H e su fino ad arrivare agli scarpini coi tacchetti fissi, sono nulla al confronto della libertà creata dal poter tornare stanchi dal lavoro e non dover lavare i piatti.

Ricordo la nostra prima lavastoviglie.

Una Philco.

Pesante come un film di Bergman ed altrettanto utile nell’asciugatura delle stoviglie, aveva una maniglia frontale per la chiusura a pressione progettata dalla Spengler Inc. talmente forte da tenere a bada ben più di una carica elettrochimica fiacca. I modelli moderni vengono classificati basandosi sul numero dei coperti, lei sviluppava autocoscienza nel momento in cui si premeva ON e chiedeva direttamente “Quanti siete?”, in base alla risposta diceva “Va bene” o “No, quello me lo cacci via o mangia nei piatti di carta”.

 

Rivoluzionò completamente il nostro vivere familiare. Se prima mamma si univa a noi per la visione del consueto film serale o quiz del giovedì sera solo a metà spettacolo, adesso era con noi dall’inizio. Quando era costretta a lavare i piatti, noi andavamo in salone e la vedevamo di sfuggita unire alle gocce verdastre dello sgrassatore anche quelle salate delle sue lacrime. Una vita di doveri e devozione, affetto e ruoli inculcati da un’educazione d’altri tempi, la costringeva a passare da sola un tempo lunghissimo che avrebbe voluto dedicare alla sua vera passione: la famiglia.

Non la nostra, badate.

La famiglia Forrester.

 

Passo indietro. Parliamo di mia mamma.

Donna tutta di un pezzo, cresciuta nella durezza spartana che solo Benevento può dare, da bimba percorreva 12 chilometri a piedi per raggiungere la scuola, combattendo ogni giorno con orsi e lupi marsicani fatti venire apposta dalla pro loco per formare una generazione di ragazzini che altrimenti, a loro dire, sarebbe venuta su negli agi e nella mollezza di chi non sa difendersi da solo. Una volta diplomata e cresimata, da donna fatta scese nella piazza del paese per scegliersi quello che doveva diventare l’uomo della sua vita secondo il criterio standard delle donne della sua famiglia: una gara di birra e salsiccia.

Mio padre sbaragliò la concorrenza e, dopo aver visto cadere l’ultimo rivale ancora in gara, si alzò, baciò mia madre sua futura sposa e disse: “Andiamo a mangiare una cosetta, offro io”.

Mamma è capace di accendere un fuoco con lo sguardo e far ripartire a spinta un Airbus ingolfato. Nulla la tocca o la scalfisce.

Ma non toccatele Ridge.

Se pensate di aver sentito ogni atrocità intellettuale possibile dopo aver seguito tutta la cinematografia italiana degli anni ’80, non avete mai sentito mia mamma dopo la puntata in cui Ridge fu lasciato da Brooke.

 

La lavastoviglie restituisce un vivere familiare impensabile. E’ davvero uno dei pochi elettrodomestici fondamentali da avere in casa, e non solo dal punto di vista del maggior tempo passato tutti insieme ma anche dal notevole risparmio energetico rispetto al lavaggio a mano delle stoviglie. Per come la vedo io, non ha difetti.

 

Rende magari più difficile il controllo del telecomando, questo è vero.