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Il blog di Teknocook

Sabato 4 giugno 2016

Miao   ^.^

Puoi sopravvivere circa cinque minuti senza aria.
Dieci giorni senza acqua.
Venti senza mangiare.
Sette, ascoltando solo Gigi D’Alessio.
Dodici, privato del wi-fi.
Ventisette con il barattolo di Nutella nascosto.
Senza calcio in tv, due mesi. Non contando amichevoli estive, campionato indiano, calciotto femminile UILSP e vecchie VHS ormai consunte di Italia-Germania del 1982.

Senza gatti, un giorno.

Svegliarsi la mattina (edududududada) in un mondo senza gatti.
Non trovare più Sbruffolo, chiamarlo e non avere risposta, da lui e nemmeno da Pallipalletta, Xena, T.S.Eliot e Chiavicah.
Nessuno.
Correre in finestra e trovare tutto il quartiere impegnato in un mormorio primordiale “misc…misc…misc…misc…”: chi agita la scatola dei croccantini, chi apre barattoli di Bastianicat al cervo e zenzero, chi si mette al computer ben sapendo che nessun richiamo è più potente per un gatto di una tastiera sulla quale passeggiare.
Tutto. Inutile.
Allora corri al telefono ed apri l’album “VitaMia”. Vuoto.
Disperato, digiti “gattini” su Google ed ottieni lo stesso risultato di “Capolavoro – Moccia”. La desolazione ottenuta evocherebbe solo angeli e nemmeno quelli di Kerouac, quelli piangenti.
Nessuna prova digitale dell’esistenza di forme di vita feline al mondo.

Esci di casa e vivi in un mondo senza gatti, se ne sei capace.

Non lo sei.
Non ti è permesso esserlo.
I felini non te lo permettono.
So a cosa stai pensando: cosa sta per dire? Cosa sto per leggere? Ma nove per nove, farà davvero ottantuno? Ma le scie chimiche fanno davvero così male? Siamo sicuri? No, perché n’amico mio, Fulvio detto Mecojoni, dice che le scie non lo sa ma le piste chimiche fanno un sacco male solo se te beccano i caramba, quindi più di una domanda è meglio farsela.
Ma non pensavi a questo.
Perché non te lo permettono. L’ho scritto sopra. Ciccio, alziamo un po’ sto livello d’attenzione, su.
Scusa, hai ragione, io posso perché sto scrivendo con in testa un cappello da elfo fatto con il Domopak, e nemmeno  quello normale da supermercato  ma quello che trovi venti metri a un euro dai cinesi, costa di meno ma riflette meglio perché la concentrazione di eternit è più alta.
Fatti una domanda.

I gatti, prima di internet, esistevano?

O meglio.
Avevano tutta questa importanza?
No.
Prima della rete, le uniche testimonianze grafiche del percorso terrestre felino erano quelle egizie e, comunque, quello con la capoccia da gatto era mezzo nascosto tra FacciaDaCane e ChiappaDePipistrello. Come dire che non contava niente.
Dopo di quello, il nulla.
La dama con l’ERMELLINO.
I ritratti del Dalai LAMA.
La COLOMBA di Picasso.
I quattro CANI che giocano a poker.
Niente gatti.
Ma non eravamo ancora connessi, le nostre vite e, soprattutto, le nostre menti non erano attraversate da onde elettromagnetiche non percepibili naturalmente.
Da noi, almeno.
I gatti hanno saputo abilmente sfruttare il loro essere casalinghi, hanno accolto con la loro naturale indifferenza l’arrivo dei primi computer, si sono avvicinati più per il calore che sviluppavano per poi capire molto tempo prima di noi la fondamentale importanza di ciò che rappresentavano.
Il controllo sui fornitori di cibo.
Le onde elettromagnetiche del wi-fi sono facilmente raccolte dai loro padiglioni auricolari, veicolate e trasdotte nei loro felini cervelli, quindi modificate inserendo all’interno dei messaggi subliminali che vengono ritrasmessi ai notebook attraverso le vibrisse.
Ci hanno conquistato con un miao.
Resi dipendenti. Guardate la vostra bacheca di Facebook: cibo e gatti, non ci permettono di volere altro.
Cibo. Gatti.
Non molleranno mai la presa.

Siamo un negozio di cucine.
Chiedetemi quale sia il nostro articolo più venduto, avanti.
Il portariviste in plexiglass colorato a forma di gatto? Oppure i cucchiai da finger food con i baffi e le orecchie? Magari il vassoio con i manici a forma di coda o, infine, il servizio da the in porcellana con i gatti che giocano.
No, è una cucina modello Oyster  ma solo da quando costringo tutti ad indossare i cappelli al Domopak cinese.
Se tolgo il cappello, riesco a vendere solo il portasale e portapepe coi gatti sorridenti.

Aiuto.